AZIENDE PARTNER

DIVENTA SOCIO AISLeC APS

Biofilm nelle lesioni croniche: la buona pratica AISLeC nel SNLG

Buone pratiche · Wound care

Il 22 ottobre 2026 l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato nel Sistema Nazionale Linee Guida la Raccomandazione di Buona Pratica Clinico-Assistenziale RBPCA-00168 sulla gestione delle lesioni croniche con biofilm. AISLeC ne è l’ente capofila, AIUC il soggetto collaboratore. Ecco cosa cambia per i professionisti, per le organizzazioni e per le persone assistite.

6raccomandazioni, dalla valutazione alla medicazione
30scenari clinico-assistenziali votati con il metodo RAND/UCLA
12valutatori anonimi, due round di votazione
129documenti nel corpus bibliografico, aggiornato al 21 giugno 2026

Da oggi chi assiste una persona con una lesione cronica ha un riferimento nazionale per gestire il biofilm. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato la Raccomandazione di Buona Pratica Clinico-Assistenziale RBPCA-00168, «Appropriatezza nella gestione delle ferite croniche con biofilm», nella sezione Buone pratiche del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) (1,2). AISLeC ha promosso e coordinato il lavoro come ente capofila, con la collaborazione dell’Associazione Italiana Ulcere Cutanee (AIUC). Il documento contiene sei raccomandazioni per gli adulti con lesioni croniche e sospetto o accertato biofilm, in ospedale, sul territorio, a domicilio e nelle strutture residenziali.

Cosa è cambiato con la pubblicazione della RBPCA-00168?

Fino a ieri chi gestiva il biofilm poteva contare su documenti di consenso internazionali, come la strategia di wound hygiene e i principi dell’International Wound Infection Institute (3,4). Mancava un riferimento condiviso e contestualizzato al Servizio sanitario nazionale, e nella pratica i comportamenti variavano molto da un setting all’altro (1). Il tema riguarda una larga parte delle lesioni: una metanalisi del 2025 stima la presenza di biofilm in circa il 68% delle lesioni croniche (5).

La pubblicazione cambia tre cose. Per il professionista, le raccomandazioni diventano il riferimento a cui la legge 24/2017 chiede di attenersi quando mancano linee guida pertinenti. Per le organizzazioni, il documento offre un bundle da tradurre in procedure aziendali, con indicatori per misurarne l’applicazione. Per la persona assistita, punta a ridurre la variabilità delle cure, perché la stessa lesione riceva la stessa sequenza di interventi in ogni setting.

Quali sono le sei raccomandazioni della buona pratica?

Le raccomandazioni seguono le fasi della gestione locale della lesione. Quattro sono di classe I («è raccomandato»), due di classe IIa («dovrebbe essere considerato»); tutte hanno livello di evidenza C, perché poggiano soprattutto sul consenso strutturato degli esperti e su studi eterogenei (1).

N. Fase Cosa raccomanda Classe Livello
1 Sospetto di biofilm Valutare in modo sistematico il sospetto di biofilm sulla base dell’andamento clinico e di indicatori indiretti (mancata progressione, essudato persistente, slough recidivante, granulazione friabile); tampone e coltura non come unico criterio I C
2 Detersione Detersione attiva e sistematica di letto e cute perilesionale a ogni cambio; surfattanti o antisettici da considerare se c’è sospetto di biofilm o carica batterica elevata I C
3 Debridement Rimuovere il tessuto non vitale e ripetere il debridement di mantenimento; tecnica scelta in base a lesione, competenze, setting e tollerabilità I C
4 Riattivazione dei bordi Riattivare i margini non avanzanti, sottominati, arrotolati, ipercheratosici o callosi, con operatori competenti IIa C
5 Carica batterica e biofilm Antisettici o medicazioni antimicrobiche e antibiofilm mirati, a durata definita, dopo detersione e debridement, con rivalutazione programmata IIa C
6 Protezione e medicazione Medicazione scelta su fase, essudato, rischio di macerazione e feedback del paziente; ambiente umido, cute perilesionale protetta, compressione nelle ulcere venose I C

Le sei raccomandazioni della RBPCA-00168 in sintesi. Il testo integrale è nel documento ISS (1).

Il panel ha inoltre giudicato inappropriate quattro pratiche: usare di routine tampone o coltura come unico criterio per confermare il biofilm; eseguire il debridement di un’escara secca e stabile con sospetta ischemia critica prima della valutazione vascolare; usare antimicrobici in modo routinario su lesioni pulite e in progressione; impiegare gli antibiotici topici come strategia ordinaria. Due scenari sono rimasti incerti e il documento lo dichiara: l’acqua di rubinetto non controllata per la detersione a domicilio e l’intervento di routine sui bordi sani e in avanzamento (1).

Come è nato il documento e chi ha partecipato alla stesura?

Il documento segue gli indirizzi metodologici dell’ISS per le buone pratiche basate sul consenso (6). Il percorso ha unito una revisione rapida della letteratura, aggiornata al 21 giugno 2026, e un processo formale di consenso con il RAND/UCLA Appropriateness Method. Le ricerche su MEDLINE/PubMed, Embase, Scopus, CINAHL e CENTRAL hanno restituito 6.534 record; lo screening, condotto da un revisore con verifica indipendente di un secondo, ha portato a un corpus di 129 documenti. Su questa base sono stati costruiti 30 scenari clinico-assistenziali, che dodici valutatori anonimi hanno votato su una scala da 1 a 9 in due round, separati da una discussione strutturata (1).

Il gruppo di lavoro metodologico ha costruito gli scenari e sostenuto l’intero processo. Ne fanno parte Rosario Caruso, professore associato di Scienze infermieristiche all’Università degli Studi di Milano e direttore dell’Unità di ricerca delle professioni sanitarie e trasferimento delle evidenze dell’IRCCS MultiMedica, Greta Ghizzardi, chair del Comitato tecnico scientifico di AISLeC, Valentina Vanzi, Martin Iurilli e Lorenzo Drago. Una scelta del gruppo merita attenzione: il consenso del panel orienta la classe della raccomandazione, mentre il livello di evidenza dipende solo dalle prove disponibili. Come scrive il documento, «l’accordo del panel non determina il livello di evidenza» (1).

Il gruppo di sviluppo è multiprofessionale.

  • Comitato tecnico scientifico: Gianluca Castiello (presidente AISLeC, moderatore del consenso), Silvia Bond (vicepresidente AISLeC), Giovanni Papa (presidente AIUC), Monica Pittarello (consiglio direttivo AIUC).
  • Panel di esperti: Giulia Vidotto, Alessandro Scalise, Alessia Campoli, Biagio Nicolosi, Elia Ricci, Enea Gino Di Domenico, Mauro Pace, Sara Sandroni, Massimo Crapis, Deborah Cesura Granara, Alessandro Greco; Ilaria Conte per i pazienti e Francesco Fregola per i caregiver.
  • Gruppo di lavoro metodologico: Greta Ghizzardi, Valentina Vanzi, Martin Iurilli, Lorenzo Drago, Rosario Caruso.
  • Revisori esterni indipendenti: Laura Iacorossi e Marco Di Nitto.

Il documento è stato sottoposto alla revisione esterna a fine luglio 2026 e al parere dell’ISS del 17 settembre 2026; il gruppo ha recepito le osservazioni punto per punto. Nella griglia di valutazione dell’ISS tutte le condizioni preliminari risultano soddisfatte e l’esito è «pubblicabile» (1,2). Il lavoro è stato svolto senza finanziamenti esterni e tutti i componenti hanno dichiarato i propri conflitti di interesse (1).

Che valore ha la buona pratica per la legge Gelli-Bianco?

L’articolo 5 della legge 8 marzo 2017, n. 24 chiede ai professionisti sanitari di attenersi, salve le specificità del caso concreto, alle linee guida pubblicate nel SNLG e, in mancanza, alle buone pratiche clinico-assistenziali (7). L’articolo 590-sexies del codice penale, introdotto dalla stessa legge, esclude la punibilità per imperizia di chi ha rispettato linee guida o buone pratiche adeguate al caso; l’articolo 7 chiede al giudice civile di tenere conto di questa condotta nel valutare il risarcimento (7). Con la RBPCA-00168, infermieri e medici che gestiscono lesioni croniche con biofilm hanno un riferimento pubblicato e datato a cui ancorare le proprie scelte, e da cui discostarsi con una motivazione clinica documentata quando il caso lo richiede.

Il quadro potrebbe rafforzarsi. Il disegno di legge A.C. 2700-A, all’esame della Camera dei deputati, metterebbe le buone pratiche accanto alle linee guida e limiterebbe la punibilità alla colpa grave per chi le rispetta (8). Il testo non è ancora legge. L’Allegato 4 della RBPCA dichiara la conformità alla legge 24/2017 e ai Livelli essenziali di assistenza, e ricorda che gli interventi con abilitazione specifica, come il debridement, spettano a operatori competenti (1).

Come portare la buona pratica nelle organizzazioni sanitarie?

Il documento indica la strada nella sezione dedicata all’applicabilità (1). Le aziende possono tradurre il bundle in una procedura con una sequenza chiara: valutazione del sospetto biofilm, detersione, debridement, riattivazione dei bordi, gestione della carica batterica, protezione e medicazione. Servono percorsi di formazione e abilitazione per il debridement e la riattivazione dei bordi, campi strutturati in cartella per registrare valutazione, interventi ed esiti, e percorsi di continuità tra ospedale, territorio e domicilio che non interrompano il debridement di mantenimento.

Per misurare l’applicazione, la RBPCA propone indicatori di processo, di esito e di appropriatezza: dalla quota di lesioni con valutazione documentata del biofilm al tempo di guarigione, fino alla quota di usi non mirati di antimicrobici e antibiotici topici, attesa in riduzione. Il gruppo di sviluppo aggiornerà il documento entro tre anni, o prima se nuove evidenze cambieranno il bilancio tra benefici e rischi (1).

AISLeC ringrazia tutti i componenti del gruppo di sviluppo, i revisori esterni, AIUC e i rappresentanti di pazienti e caregiver che hanno portato nel lavoro il punto di vista di chi vive la lesione ogni giorno. Il documento integrale è scaricabile dal sito dell’ISS.

Fonti

  1. AISLeC, AIUC. Appropriatezza nella gestione delle ferite croniche con biofilm. Raccomandazione di Buona Pratica Clinico-Assistenziale RBPCA-00168 [Internet]. Roma: Istituto Superiore di Sanità, Sistema Nazionale Linee Guida; 2026 [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.iss.it/documents/20126/11144208/RBPCA-00168_AISLEC-AIUC_202610.pdf/ae8a229a-5f6a-e841-c22a-d30b4adae98a?t=1792674067648
  2. Istituto Superiore di Sanità. RBPCA-00168. Scheda di pubblicazione e griglia di valutazione [Internet]. Roma: ISS; 22 ottobre 2026 [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.iss.it/-/rbpca-00168
  3. Murphy C, Atkin L, Swanson T, Tachi M, Tan YK, Vega de Ceniga M, et al. Defying hard-to-heal wounds with an early antibiofilm intervention strategy: wound hygiene. J Wound Care. 2020;29(Sup3b):S1-26. doi: https://doi.org/10.12968/jowc.2020.29.Sup3b.S1
  4. International Wound Infection Institute (IWII). Wound infection in clinical practice: principles of best practice [Internet]. London: Wounds International; 2022 [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://woundsinternational.com/consensus-documents/wound-infection-in-clinical-practice-principles-of-best-practice/
  5. De Mendonça Figueirêdo Coelho M, Avelino B, De Oliveira B, Rios M, Do Amaral Gubert F, Martins M, et al. Prevalence of biofilm in chronic wounds: systematic review with meta-analysis. Wounds. 2025;37(8):283-91. doi: https://doi.org/10.25270/wnds/24124
  6. Istituto Superiore di Sanità. Buone pratiche. Sistema Nazionale Linee Guida [Internet]. Roma: ISS [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.iss.it/snlg-buone-pratiche
  7. Legge 8 marzo 2017, n. 24. Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, artt. 5, 6 e 7. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 64 del 17 marzo 2017 [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/17/17G00041/sg
  8. Camera dei deputati. A.C. 2700-A. Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, artt. 7 e 8 [Internet]. Roma: Camera dei deputati; 2026 [consultato il 23 ottobre 2026]. Disponibile su: https://temi.camera.it/leg19/provvedimento/delega-al-governo-in-materia-di-professioni-sanitarie-e-disposizioni-sulla-responsabilit-professionale-degli-esercenti-le-professioni-sanitarie.html

Condividi l'articolo su

Leggi Anche

Torna in alto